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Apriamo insieme i dati archeologici: collabora anche tu!

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Come annunciato nel post di alcuni giorni fa, stiamo organizzando un incontro di chiusura in cui  lasciarvi il testimone di quello che è stato il nostro mandato principale, ovvero lo stimolo al rilascio di dati in formato e con licenze aperte.
L’incontro sarà organizzato il giorno 5 febbraio presso l’Auditorium di Pompei dalle ore 10 alle ore 13:  verranno raccontate le iniziative promosse dal progetto in collaborazione con la Direzione Generale del Grande Progetto Pompei e la Soprintendenza  Pompei. A seguire si darà spazio ad un confronto tra cittadini e organizzazioni attive sul territorio e sarà discussa  una  “bozza di futuri intenti”  per l’apertura di ulteriori dati archeologici.
Il testo finale sarà firmato dalle istituzioni competenti, dalle associazioni territoriali e dai membri della società civile particolarmente interessati all’apertura dei dati dei beni culturali e che saranno presenti alla giornata.

Condividiamo quindi ora una prima stesura aperta ad eventuali proposte di modifica e integrazione fino all’incontro di chiusura a Pompeii il giorno 5 febbraio a cui chiunque, cittadino, rappresentante di un’associazione del territorio o di una istituzione, può partecipare scrivendoci a openpompei [at] gmail.com.
Per motivi organizzativi, vi chiediamo di mandarci la vostra conferma all’incontro entro mercoledì 3 febbraio.
Grazie! :)

OpenPompei verso la chiusura: è ora di passare il testimone alla società civile

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Il progetto OpenPompei volge al termine a fine Gennaio 2016.
Ci era particolarmente a cuore organizzare a Pompeii un incontro di chiusura che fosse anche un “passaggio di testimone” di quello che è stato il nostro mandato principale, ovvero supportare il Grande Progetto Pompei nella realizzazione di azioni coerenti alle politiche europee ed italiane di dati e governo aperti.
Nel 2016 si avvia a conclusione il Grande Progetto Pompei e sarà quindi ora sarà la società civile a dover avere una maggiore parte attiva e pro-attiva nella futura politica di apertura ed accesso ai dati promossa dalle istituzioni competenti.

Nonostante qualche difficoltà lungo il percorso (che sono state man mano raccontate qui, qui ed ancora qui), con la collaborazione della Direzione Generale del Grande Progetto Pompei e della Soprintendenza Speciale Pompei, Ercolano e Stabia, abbiamo insieme già promosso iniziative nella direzione della produzione di dataset in formato e con licenze aperte.

La pubblicazione dei dati economici e finanziari relativi agli appalti del Grande Progetto Pompei è stata particolarmente significativa. E’ stata costruita insieme all’Unità “Grande Pompei” (UGP), in modo da poter essere un cruscotto digitale per tutti i portatori di interesse (dai componenti dell’UGP alla cittadinanza) e a partire dalla connessione con il SILeg-DB (il sistema informativo dell’anagrafica degli esecutori e dei cantieri del MIBAC).

Sui dati di ricerca abbiamo promosso un’iniziativa dal basso, lo Scriptorivm, ma ora vogliamo provare a favorire il rilascio di ulteriori dati in formato e con licenza aperte da parte delle istituzioni, attraverso un impegno relativo a due archivi in formato digitale prodotti nel corso del Grande Progetto Pompei per il Piano della Conoscenza: quello delle foto di archivio e quello delle scansioni 3D.
Già lo scorso anno, alla Borsa del Turismo Mediterraneo di Paestum, il Soprintendente Massimo Osanna si era espresso favorevolmente sulla possibilità di un rilascio di parte dei documenti di archivio fotografici e cartacei destinati alla digitalizzazione grazie ai fondi del Grande Progetto Pompei (come avevamo già raccontato qui).  Il passaggio di testimone, già richiamato, abbiamo voluto concretizzarlo in una “bozza di futuri intenti”, sostenuti anche da associazioni della società civile particolarmente interessate all’apertura dei dati dei beni culturali. A breve ne condivideremo il testo affinché sia aperto ad eventuali proposte di modifica e integrazione fino all’incontro di chiusura a Pompeii che stiamo organizzando ed in cui verrà proposto alla Soprintendenza. All’incontro saranno presenti anche rappresentanti delle istituzioni e delle associazioni del territorio, di cui daremo notizia una volta definito meglio il programma della giornata.

Rimanete quindi in ascolto, perché programma della giornata, bozza di futuri intenti, proposte, voglia di lasciare cose concrete e costruirne insieme… è il nostro e vostro prossimo passo ;)

Mumex: un progetto per i musei del Mezzogiorno

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Il patrimonio culturale ha senza dubbio un potenziale nello sviluppo e nella crescita economica dei territori, non solo per la creazione di nuovi spazi occupazionali e la valorizzazione di aree emarginate, ma anche per il miglioramento del capitale sociale innescato dalla crescita culturale delle comunità locali, dal recupero delle identità territoriali e dalla cooperazione per incentivare iniziative territoriali. Il caso del Mezzogiorno, tuttavia, dimostra che la presenza del patrimonio culturale, da solo, non è sufficiente a generare sviluppo e crescita economica: basta esaminare i dati diffusi dall’ENIT (Agenzia Nazionale per il turismo) sugli arrivi internazionali per il periodo 2012-2013.

L’Italia si colloca al 5° posto della classifica, ma su oltre 180 mln di visitatori stranieri, oltre il 60%  (100 mln circa) sono concentrati in sole quattro regioni: Veneto, Lombardia, Lazio e Toscana, nonostante una pari qualità e quantità del patrimonio culturale del Mezzogiorno rispetto a queste regioni. Con lo scopo di attuarne il potenziale nelle regioni dell’Obiettivo Convergenza, il MiBACT, insieme al DPS e ad Invitalia, ha avviato nel 2008 il progetto pilota Mumex, Poli Museali di Eccellenza nel Mezzogiorno (che dovrebbe concludersi in questo Dicembre 2014).

Il suo obiettivo è quello di potenziare l’offerta di parte del patrimonio culturale e museale del Mezzogiorno e contribuire alla crescita economica e sociale.

L’offerta culturale in Italia risulta generalmente poco competitiva: nessun museo italiano è nelle top ten dei musei più visitati al mondo per alcuna tipologia. Unica eccezione: i Musei Vaticani, che si trovano però all’interno della Città del Vaticano (quindi propriamente in un altro stato).

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